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tricase-mare-porto.jpgTRICASE

A 50 km da Lecce, Tricase è una graziosa cittadina del Capo di Leuca, adagiata sul tratto orientale della costa del Basso Salento. Sorta dall’unione di tre casali, che si allearono per fronteggiare gli attacchi dei saraceni, Tricase si raccoglie intorno al gruzzolo delle sue prime abitazioni, nel dedalo del centro storico su cui spiccano la bella Chiesa di San Michele Arcangelo, tra le sette perle dell’architettura leccese, e il Castello dei Principi Gallone. Sulla strada che conduce alla marina di Tricase Porto, delizioso porticciolo, c’è uno dei più antichi alberi d’Italia: la Quercia Vallonea, con 700 anni di vita sulle spalle, dichiarato monumento botanico. Da qui parte il Parco delle Vallonee, che rientra nel lussureggiante Bosco di Tricase, mentre in direzione di Marina Serra, inizia la costa rocciosa e selvaggia. È da non perdere il presepe vivente allestito sulla collina di Monte Orco a Natale, tra i più longevi e grandi del Sud Italia, un vero e proprio spettacolo in una cornice dal sicuro fascino. 

 

 

 

 

Sosta e visita presso

MASSERIA DIDATTICA
NONNO TORE

Tricase (Le)

La Masseria nonno Tore, sita su una delle più antiche vie di comunicazione del basso Salento che da Otranto, passando per l’abbazia basiliana del Mito, portava fino a Santa Maria di Leuca, risale al XVIII secolo Di quelle epoche lontane sopravvivono qui fortunatamente, oltre alle accoglienti strutture in pietra e calce, anche dei veri e propri relitti botanici: uve e carciofi antichissimi, meline e azzeruoli, nespole e giuggiole, custoditi gelosamente in questo scrigno di pietra e terra rossa. Oggi, nelle stalle e negli ambienti un tempo regno dei casari, si possono degustare, accanto ai piatti tipici della tradizione salentina, nuove ricette frutto della creatività del cuoco contadino, preparate con prodotti coltivati a pochi metri dalle cucine, in regime di agricoltura biologica.

 

Marina-di-Ugento-582x388.jpgUn paese tutto da scoprire

UGENTO

 Ugento è la patria del popolo messapico: ne è la prova, la preziosa statuetta del dio Zis (Zeus), risalente al VI secolo avanti Cristo, ribattezzato “lu pupu” dagli ugentini, custodita nel Museo di Taranto, ma anche i quasi 800 reperti archeologici conservati nelle sale del Museo Adolfo Colosso e presso il Nuovo Museo Archeologico. Testimonianza messapica sono anche i resti delle antiche mura ciclopiche che circondano l’abitato. Il centro storico esibisce un’originale varietà di stili, dal castello trecentesco alla Cattedrale settecentesca, in stile gotico, fino alla Chiesa di Sant’Antonio e al palazzo vescovile. È un itinerario affascinante quello che conduce alla scoperta delle chiese rupestri come la Cripta del Crocifisso, la Chiesa della Madonna di Costantinopoli e la Chiesa di Santa Maria del Casale. Tra le torri costiere edificate a difesa dei turchi, la più antica del Salento è Torre San Giovanni, oggi adibita a faro di segnalazione. Ai suoi piedi, si allunga il meraviglioso litorale, fatto di spiagge sabbiose e fondali cristallini.

 

 

 

 

lav1.jpgConcedetevi una sosta presso

Masseria didattica Adamo

di Adamo Renato & C. S.a.s.
Alliste (Le) - tel. 0833/985288 fax 0833/983056
www.agricolaadamo.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Quella dell’Azienda Agricola Adamo è una storia di tre generazioni, da sempre legate dalla passione per la produzione di oli extravergini di altissima qualità, nel pieno rispetto della tradizione. E’ situata nella fertile campagna di Alliste, in provincia di Lecce, in un paesaggio inconfondibile fatto di olivi dai tronchi contorti, muretti a secco, fichi d’india e terra rossa; è qui che la famiglia Adamo conduce, con meticolosa attenzione per l’ambiente, circa 80 ettari di piante autoctone di ulivo (Ogliarola Leccese, Cellina di Nardò, Leccino). L’unicità e la tipicità dell’azienda si ritrova anche nelle coltivazioni di varietà pregiate di patate, legumi e grano, offrendo ai ragazzi la possibilità di scoprire, attraverso il contatto diretto, il fascino del mondo agricolo che li circonda.

 

 

 

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Una masseria con tante sorprese

Masseria didattica Le Stanzie

di Donato Fersino Supersano (Le) - Tel. 0833 632438 - 340 1088978
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Luogo simbolo della cultura e della civiltà salentina “Le Stanzie” ha rappresentato nel passato un punto di riferimento per la sosta dei viaggiatori e dei pellegrini che nel corso dei lunghi e faticosi viaggi hanno pregustato un piatto caldo e un meritato riposo prima di riprendere il cammino. Un’antica statio romana situata al centro di un crocevia importante la via dei pellegrini.

 

 

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IL CASTELLO DI ACAYA

A pochi chilometri da Lecce, nei pressi di Vernole, sorge il villaggio di Acaya, anticamente chiamato Segine, abbracciato da possenti mura e da un ampio fossato. Considerato uno dei migliori esempi di architettura difensiva rinascimentale di Terra d’Otranto, il Castello d’Acaya veglia il piccolo borgo custodendo secoli di storia. Il borgo fortificato, modello di città ideale che svela sin dal suo concepimento la volontà di unire alla sicurezza delle architetture l’operosità del suo popolo, Acaya è da qualche tempo al centro di un’importante azione di recupero storico, artistico e culturale da parte del Comune di Vernole e della Provincia di Lecce.

 

 

 

 

 

 

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Masseria didattica Fatalò 

Lizzanello (Le)

La Masseria Fatalò è ubicata in territorio di Cavallino. Trae il suo nome da un’antica famiglia leccese estinta nel 1600 ed è ancora visibile il rudere della prima costruzione risalente al 1400. L’attuale immobile, edificato agli inizi del 1900 su una superficie di 800 mq, è dotato di ampi locali per la didattica ed è fornito dei previsti servizi. Appartiene alla famiglia dell’attuale proprietario da circa 300 anni; vi si coltiva prevalentemente l’olivo di varietà autoctona e vi si allevano animali. Squisite le piscialette preparate in masseria dalla signora Maria Graiza, somigliano a piccole focacce, che una volta si ottenevano raccogliendo i resti dell’impasto della preparazione del pane, anticamente chiamato scanatu, a cui si aggiungevano i classici ingredienti della cucina povera dei contadini: pomodorini, olive, cipolla, e si cuocevano su una foglia di pampino, nel forno a legna.