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MANDORLA DI TORITTO

In provincia di Bari la mandorlicoltura è diffusissima e ha influenzato profondamente sia la conformazione del paesaggio agrario sia la cultura popolare: basti pensare al patrimonio di canzoni contadine pugliesi legato alle lunghe e laboriose operazioni di smallatura.

In particolare sul territorio del comune di Toritto, al confine tra pre-Murgia e Alta Murgia, si sono sviluppate varie cultivar autoctone che portano il nome di antichi cittadini torittesi. Si tratta di mandorle che portano il nome di illustri cittadini torittesi: la “Antonio De Vito”, la Genco e la “Filippo Cea”. Quest’ultima, in particolare, è ancora diffusa nei mandorleti e presenta caratteristiche di eccellenza: un alto contenuto in olio e acidi grassi polinsaturi, una bassissima acidità e una sapore intenso ma, allo stesso tempo, equilibrato, con note di burro finali. La spiccata pastosità la rende ideale per l’utilizzo in pasticceria. A tavola, la mandorla è tra i principali protagonisti della pasticceria pugliese, forma di “pasta reale”, intorchiate e “torte rosate” in particolare, ma è consumata anche al naturale, da sgranocchiare semplicemente dopo una leggera tostatura che la priva della buccia. Una delle modalità di consumo più frequente è caramellata sotto forma di “croccante”.